Extreme precipitation

Could a multidisciplinary approach shed some light on the increase frequency of these events?

In the Emilia-Romagna region, we are witnessing more high intensity precipitation events, probably attributable to the increase of temperature and water vapor in the atmosphere. In the event of 14 September 2015 many debris and hyper-concentrated flows has been observed in the Northern Apennine, some of them flowing in a peat-bog environment. Our plan is to characterize the observed deposits and use them as a marker for high intensity precipitation events in the past. The peat-bog sedimentary deposit could represent a complementary archive, beyond the instrumental chronological time, to register singular events in the recent past. This natural archive could reveal additional information about past frequency of these events and shed new perspective on future precipitation distribution and intensity due to climate change.

Extreme precipitation Parma

1° Convegno Nazionale AISAM

10-13 Settembre 2018 – Bologna – Italy

Partecipazione alla prima edizione del Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia (CN1-AISAM) che si tenuto a Bologna dal 10 al 13 settembre 2018.

Per maggiori informazioni consultare il seguente link oppure scarica la presentazione e il programma:

 https://eventi.unibo.it/aisam-cn1

 AISAM presentation

 AISAM pocket programme

Precipitazioni estreme ed effetti al suolo sul reticolo minore: il caso del 14 Settembre 2015

Facendo seguito al report d’evento sull’alluvione che ha colpito la Val Trebbia e la Val Nure nel Settembre 2015, abbiamo svolto un ulteriore lavoro di approfondimento che ha lo scopo di illustrare nel dettaglio gli effetti che precipitazioni di elevatissima intensità, come quelle cadute durante quell’episodio, possono apportare sul territorio, modificandone in alcuni casi la morfologia a livello macroscopico. Il sistema temporalesco, stazionario per quasi 6 ore, ha scaricato circa 300 mm/in 6 ore con punte d’intensità oraria superiori ai 100mm/h registrate dalle stazioni meteorologiche della rete osservativa regionale RIRER. Aspetto innovativo di questo lavoro è la combinazione del dato puntuale delle stazioni con il dato radar e la sua comparazione degli effetti al suolo rilevati da ulteriori indagini. Emerge chiaramente una relazione monotòna e crescente fra intensità di pioggia e gli oltre trecento fenomeni di colate di detrito censiti nell’area di studio. Viene proposto uno schema evolutivo (o modello geologico) dei movimenti in massa, tipo colate di detrito, a carico del reticolo idrografico minore scatenati da piogge intense. Questa analisi conferma che le zone dell’Appennino Tosco-Emiliano, a forte acclività (sopra i 25°) e con adeguata copertura detritica, possono essere soggette a colate di detrito se sollecitate da precipitazione di forte intensità e di durata di alcune ore, quasi univocamente imputabili a sistemi convettivi organizzati.

Reporto effetti precipitazioni estreme