Geological field trips and hiking

The geologist as an Environmental Hiking Guide can play an important role in the dissemination of data acquired on the geological heritage of significant scientific, landscape and cultural importance, in order to promote a public perception of goods, with adequate attention to the issue of safety for avoiding problematic and risky situations. The geologist, different from of other professionals, is not only a scientific and naturalistic formation but is aware of the fact that geological assets are a non-renewable resource, to be safeguarded, whose use and management must take place in ways that prevent exploitation and degradation, underlining the moral duty to preserve the natural “monuments” that surround us and to adopt, with our own knowledge, the protection and enhancement of territorial planning.

Despite the increased awareness of public opinion regarding these issues and the progress of the geological-environmental tourism demand, we still need to work hard to make a possible employment opportunity lasting, and not just occasional, seasonal, for the category.

Among the experiences already gained, it emerged clearly that the geologist, understood as a scientist of the Earth, is able to highlight the role that geology can play in the reading and observation of the territory, using an accurate language, accessible to all and with schemes that facilitate understanding. The substratum on which the territory is based, and represents an important key to understand the landscape, the ancient population, the ecological, faunistic and botanical aspects and how these characteristics are integrated with human activities, to stimulate greater awareness, and therefore, better management.

Geological trip Segadelli

Il geologo nel ruolo di Guida Ambientale Escursionistica (G.A.E.)

La legge regionale 4/2000, con le successive modifiche, definisce e disciplina le attività professionali turistiche di animazione e di accompagnamento, in attuazione e nel rispetto delle normative statali e comunitarie. Con questa norma la Regione Emilia-Romagna identifica le professioni turistiche di animazione e di accompagnamento, e regolamenta le condizioni per l’esercizio delle attività. Nel dettaglio, le professioni turistiche di animazione e accompagnamento sono: 1) guida turistica, 2) accompagnatore turistico e 3) guida ambientale-escursionistica. Successivamente, con la delibera della Giunta regionale n° 1515 del 24 ottobre 2011 sono state approva-te le disposizioni attuative della L.R. 4/2000, e delle successive modifiche, per l’esercizio delle attività di accompagnamento turistico. E’ Guida Ambientale Escursionistica, in acronimo G.A.E., ” colui che, per attività professionale, accompagna in sicurezza, a piedi o con altro mezzo di locomozione non a motore, persone singole o gruppi in visita in tutto il territorio della Regione Emilia-Romagna, assicurando anche la necessaria assistenza tecnica e svolgendo attività di didattica, interpretazione, divulgazione ed educazione ambientale. ” Per i dettagli delle disposizioni attuative (requisiti per accedere al corso, verifiche, caratteristiche dei percorsi formativi, attestati ecc) relative all’esercizio delle attività di accompagnamento turistico, si rimanda alla lettura integrale della deliberazione. L’accesso alla professione non è uniforme: come sancito da una serie di leggi, spetta alle singole regioni legiferare in tema di professioni turistiche, sia pure nel rispetto di quanto previsto dalle direttive europee sulla libera circolazione ed equivalenza di titoli e professioni. E’ proprio la mancanza di un riferimento legislativo nazionale chiaro ed univoco che ha spesso creato confusione e disparità nelle denominazioni e nelle competenze delle Guide Ambientali Escursionistiche. In particolare, ” l’attività professionale della Guida Ambientale Escursionistica prevede la descrizione, la spiegazione e l’illustrazione degli aspetti ambientali, naturalistici, antropologici e culturali del territorio con connotazioni scientifico-culturali, conducendo in visita ad ambienti montani, collinari, di pianura e acquatici, anche antropizzati, compresi parchi ed aree protette, nonché ambienti o strutture espositive di carattere naturalistico, ecoambientale, etnologico ed ecologico, allo scopo di illustrarne gli elementi, le caratteristiche, i rapporti ecologici, il legame con la storia e le tradizioni culturali ed enogastronomiche, le attrattive paesaggistiche, e di fornire elementi di sostenibilità e di educazione ambientale. L’attività professionale della Guida Ambientale Escursionistica prevede inoltre la progettazione, programmazione e svolgimento di laboratori ed iniziative di didattica, educazione, interpretazione e divulgazione ambientale, anche affiancando, in ambito scolastico, il corpo insegnante. Sono escluse dall’ambito professionale della Guida Ambientale Escursionistica tutte le attività e i percorsi che richiedano comunque l’uso di attrezzature e di tecniche alpinistiche, cioè corda, piccozza e ramponi “. La Regione Emilia-Romagna rilascia, previa verifica dei requisiti per l’esercizio della professione, un attestato di abilitazione e un tesserino personale di riconoscimento, che dovrà essere visibile durante l’attività professionale. Con il passare degli anni la figura di GAE si è sempre più evoluta e oggi non è più solo una figura che accompagna gruppi di persone in escursioni naturalistiche, ma sempre più un importante partner nei progetti di comunicazione.

Il geologo nel ruolo GAE

I Geositi e le Guide Ambientali Escursionistiche

Norme per la disciplina delle attività di animazione e accompagnamento turistico (Legge Regionale n°4/2000)

La Legge regionale n°4/2000detta, per la Regione Emilia-Romagna,le norme per disciplinare le attività turistiche di accompagnamento, individuando le diverse professioni e specificando ciò che sono tenute a fare per adempiere iloro specifici compiti, nel rispetto delle normative statali e comunitarie. Sonoprofessioni di accompagnamento turistico:

  • La Guida Turistica;
  • L’Accompagnatore Turistico;
  • La Guida Ambientale Escursionistica(G.A.E.).In particolare è Guida Ambientale Escursionistica chi, per attività professionale, illustra a persone singole e gruppi di persone gli aspetti ambientali e naturalistici del territorio, conducendoli in visita ad ambienti montani, collinari, di pianura e acquatici, anche antropizzati, compresi parchi ed aree protette, nonché ambienti o strutture espositive di carattere naturalistico ed ecologico, con esclusione di percorsi di particolare difficoltà, posti su terreni innevati e rocciosi di elevata acclività, ed in ogni caso di quelli richiedono l’uso di attrezzature e tecniche alpinistiche, con utilizzo di corda, piccozza e ramponi.

Norme per la disciplina delle attività

La Rete Natura 2000 nelle valli del Taro e del Ceno

IL MONTE NERO

“Le roccie che affioranano sono aspre e martoriate.
Incombe un grande silenzio. Le acque del lago sono lievemente increspate dal vento. Tutt’intorno la sponda è intagliata in massi e sassi rossi-bruno. Il lago d’argento ha un’anima fiabesca.
Tratto tratto il sole sporge il capo, incuriosito, dalle nuvole, poi corre all’impazzata a rinascondersi.
Dopo una frugale colazione sul tenero e molle prativo, c’è desiderio di un breve riposo. Ma incombe un’atmosfera di leggenda.
Forse è qui dove vive ancora il mondo fantastico dei sogni e delle fiabe. Forse è qui dove si dan convegno le creature delle selve, le sirene dei laghi alpini, il satanico attentatore della virtù di San Colombano?, che la tradizione leggendaria ci ricorda? Certo che questo lago ha un fascino singolare, che induce e attrae”.

Monti e laghi appenninici nel piacentino, Giovane Montagna (15-01-1941)

Caratteristiche del luogo

Questo sito, caratterizzato da un elevatissimo grado di naturalità, è localizzato a cavallo delle alte valli dei torrenti Aveto, Nure e Ceno, tra le provincie di Piacenza, Parma e Genova. Le cime principali sono: La Ciapa Liscia (1594m), M. Maggiorasca (1789m) e il M. Nero (1752m). Il substrato ofiolitico è costituito da peridotiti più o meno serpentinizzate. Il M. Nero è un eccellente punto panoramico dal quale si possono apprezzare i profili delle principali vette della Val Ceno.

Poco oltre la cima del M. Nero il panorama si apre su una conca che ospita l’omonimo lago, chiusa verso valle da una collinetta. Il lago, che si sviluppa per 200 m in lunghezza e 100 in larghezza, ha una profondità massima di 2,5 m.

Poco sotto il lago, il compatto manto della faggeta si interrompe in corrispondenza di due aree acquitrinose; si tratta di due torbiere che occupano in fondo di piccole conche denominate “le Buche”.

MT. NERO

Description and features of the site This virtually unspoilt site straddles the valleys of the Aveto, Nure and Ceno rivers between the provinces of Piacenza, Parma and Genoa. The main peaks are M. Maggiorasca (1799m) and M. Nero (1752m), characterized by vertical rock faces and extensive detritic cover. The ophiolithic substrate is comprised mainly of serpentinized peridotite. The main features of the area are shrubland in the form of Swiss Mountain Pine (Pinus mugo subsp. uncinata) on the northern Apennine – the only location on Mt. Nero where its growth has been spontaneous, numerous wetland areas ranging from ponds to lakes, elevated grasslands and a beech grove interspersed with Silver Firs (Abies alba). All this makes for a rich and varied context which is invaluable in terms of the wealth of nature and scenery the site provides. Located in the province of Parma, the site covers an area of 351 hectares and features 9 reported community interest habitats, 2 of which hold priority status.

“The rocky outcrops are rugged and disfigured. A heavy silence reigns. The waters on the lake are a little choppy from the wind. All around the lakeside edge is framed by boulders and reddish-brown stones. The silvery lake has a fairytale quality. Intrigued, the sun slowly peeps from behind the clouds, then makes a mad dash for cover again. After a frugal breakfast on the soft springy grass a short rest becomes necessary. Yet a mood of legend is in the air. Maybe this is still the fantastic realm of dreams and fairytales. Could it be here that the woodland creatures, alpine lake nymphs and Saint Colombano’s satanic tempter of virtues convene, as legend would have us remember? This lake definitely has something about it, something appealing and enticing” – Apennine mountains and lakes in the area of Piacenza – Giovane Montagna (15-01-1941).

Guida Monte Nero

GROPPO DI GORA – M. MENEGOSA – COLLE CASTELLACCIO

Caratteristiche generali

Queste rupi ofiolitiche si trovano a cavallo tra le provincie di Piacenza e Parma. Elevato è il valore paesaggistico di queste aree, per la suggestione del panorama e per la scarsissima presenza di insediamenti umani. La variabilità del paesaggio dà origine ad una componente floristica ricca e diversificata.

MT. LAMA

Description and features of the site The site straddles the provinces of Piacenza and Parma and includes the source area of the Arda river between Mt. Menegosa (1356m), Groppo di Gora (1306m) and Mt. Lama (1345m). The views afforded by this site are positively breathtaking, thanks also to the extremely low number of human settlements. The considerable environmental diverisification of the area gives rise to a rich and varied flora. Mt. Menegosa and Groppo di Gora are serpentinite formations. Their sombre, bare outcrops tower above the surrounding and predominantly argillaceous terrain and their slopes host many rare and protected species. Also, the jasper and flint nodules contained in the limestone rock formations on M. Lama provided our prehistoric forefathers in the area with the raw materials to create a variety of different types of artefact. Several investigations have uncovered relics on Monte Lama from “lithic reduction workshops”. The site, which is located in the province of Parma, covers 1,543 hectares and features 18 community interest habitats, 4 of which hold priority status.

Guida Monte Lama

IL MONTE PENNA

“Aspra, cupa, di tinta ferrigna, la vetta del Penna torreggia sui sottostanti declivi, da cui sporgono qua e là improvvisamente, come giganteschi scogli, erti spuntoni, costituiti di rocce, che, anche all’occhio del profano, appaiono di natura analoga a quelle formanti la sommità del monte. La morfologia della regione, o per essere più esatti, lo strano contrasto tra i rigidi profili e i pendii più o meno dolci delle zone circostanti, trova la sua ragion d’essere nella struttura geologica, in quanto sono qui presenti due tipi di rocce completamente diversi per origine e il loro comportamento rispetto alle forze erosive. Corrispondono infatti le masse di aspetto ferrigno e con aspri contorni a rocce eruttive resistentissime all’azione demolitrice esercitata dalle acque e dagli agenti atmosferici, mentre in corrispondenza dei più dolci declivi affiorano terreni sedimentari depostisi in mare, sui quali l’erosione ha avuto ben facile giuoco”.

Al Monte Penna, Mario Anelli, 1937

Caratteristiche del luogo

Il crinale che chiude la testata della Val Taro e Val Ceno è segnato dagli imponenti rilievi del M. Penna e M. Aiona, che rappresentano nell’insieme un’area di straordinario valore naturalistico, dove il paesaggio, che diviene particolarmente aspro e alpestre, regala nelle diverse stagioni grandi suggestioni. Le rocce che costituiscono queste montagne sono i tipici basalti delle ofioliti, di colore verde scuro e rosso all’alterazione, che possono presentarsi brecciati, con struttura massiccia o a cuscini (dall’inglese pillows). Lungo il versante est del M. Penna assai peculiare è la depressione ad anfiteatro denominata “la Nave”, che si è formata a seguito di movimenti franosi profondi a cui si deve la dislocazione di voluminose porzioni di rocce basaltiche. Queste ultime rappresentano la testimonianza più diretta dell’effusione in ambiente sottomarino. Da segnalare, in prossimità della cima del M. Penna, affioramenti di granito.

MT. PENNA

Description and features of the site The landscape of this site is strongly characterized by ophiolitic outcrops that form the peaks of Groppo (1347m), Groppetto (1329m), Mt. Quatese (1283m), Mt. Cavallino (1187m), Mt. Carignone (1297m), Mt. Penna (1735m) and Mt. Trevine (1651m). The slopes are often rocky and feature outcrops and scree. Another distinguishing element of the site is the presence of deep ravines carved into the ophiolitic rock. The source of the Taro and Ceno rivers also lies in this mountain range and all these elements together combine to make up an area of outstanding importance in terms of nature, where the landscape affords highly suggestive scenes over the seasons. The rocks that make up these mountains are typical ophiolitic basalt in shades of dark green and red, and may be entrochal with either a solid or pillow structure. Along the east side of Mt. Penna is a rather curious amphitheatre-shaped depression known locally as “The Ship”. It was formed by deep gravitative movements that were also responsible for the relocation of large portions of basaltic rock, the latter providing the most concrete evidence of undersea lava effusion. Located in the province of Parma, the site covers an area of 1,567 hectares and features 13 reported community interest habitats, 3 of which hold priority status.

Guida Monte Penna

IL MONTE RAGOLA

“C’è ancora in noi, nel nostro cuore e nei nostri occhi tutto il tripudio di luce, di verde, di cielo della giornata trascorsa sui dorsali e sulla vetta di monte Ragola. Nel silenzio della notte montana si accende vivo il ricordo recando una squisita letizia allo spirito. Tutto è silenzio nella valle fonda e buia. Una quiete solenne che ha del mistero”.

Monti e laghi appenninici nel piacentino, Giovane Montagna (15-01-1941)

Descrizione e caratteristiche del luogo

Zona di crinale compresa tra le province di Parma e Piacenza, contraddistinta da una morfologia aspra e suggestiva per la presenza di vasti affioramenti di rocce ofiolitiche che rivestono un’importanza scientifica notevole nel quadro evolutivo che ha portato alla formazione dell’Appennino settentrionale. Dalla cima del M. Ragola si apre un panorama assai ampio che comprende le più alte montagne della val Ceno, la testata del torrente Nure e le vicine sommità dei M. Ragolino (1647m) e Camulara. Ai piedi del versante settentrionale del Ragola si osserva un paesaggio peculiare, dove i rilievi ofiolitici “minori” del Groppo di Pertuso, M. Prelo, Poggio dell’Oro e M. Megna, circondati da fasce di faggeta, si alternano a dolci avvallamenti prativi. Sono inoltre da segnalare numerose conche lacustri tra le più belle e caratteristiche del nostro Appennino. Lago Bino e Lago Moo sono, insieme al Lago Nero, i più grandi laghi naturali lungo il crinale parmense piacentino.

MT. RAGOLA

Description and features of the site The landscape of the ridge area between the provinces of Parma and Piacenza is strongly characterized by ophiolithic outcrops, culminating with the summit of Mt. Ragola (1772 m), and woodland stretches of beech trees alternated with meadows, rocky outcrops and extensive scree slopes, particularly on the southern sides of Mt. Ragola and Mt. Camulara (1564 m). The top of Mt. Ragola affords a spectacular view of the highest mountains in Val Ceno, the source of the Nure river, and the nearby summits of Mt. Ragolino (1647 m) and Mt. Camulara. The area is of great importance in both geological and geomorphological terms, as well as for its virtually untouched aspect. The SCI area of Piacenza features many lake basins, and among the most beautiful and characteristic along this particular stretch of the ridge are Lake Bino and Lake Moo. Located in the province of Parma, the site covers approximately 442 hectares and features 10 reported community interest habitats, of which one holds priority status.

Guida Monte Ragola

MT. BARIGAZZO

Description and features of the site The area from Mt. Barigazzo (1284m) to La Tagliata (1229m), which lies between the Ceno and Taro valleys, is an extremely interesting one from a nature point of view, its mainly sandstone outcrops majestically overlooking the lower slopes. Fast-flowing streams with exposed gravel beds and deposits are characteristic features of the area, as are small tarns that tend to dry out over the summer period and wetlands with marsh vegetation. Rocky areas with chasmophytic vegetation are a frequent feature of the site’s elevations. The site is also teeming with historical and artistic evidence in the form of remains – even at altitude – of ancient settlements, just like the one in Città d’Umbria. Woodland (beech, oak, chestnut and alder groves), grassland and fluvial freshwater habitats make for a rich and interesting context. Located entirely in the province of Parma, the site covers an area of 2,524 hectares and features 17 reported community interest habitats, 3 of which hold priority status.

Guida Monte Barigazzo

CINQUE DITA ROCKS

Description and features of the site The site features ophiolithic outcrops of limited extension to the east of Passo delle Pianazze, a pass which straddles the Nure and the Ceno valleys between the provinces of Parma and Piacenza. The main peaks are Roccia Cinque Dita (1013m) and Groppo Sidoli (1072m). The site is extremely natural in appearance, thanks also to low human impact, and affords some breathtaking scenery. The rocks, the real protagonists of these places, are comprised mainly of serpentinite and serpentinitic breccia. There is a prevalence of craggy rock and open grassland areas, while woodlands and moorlands are a less common feature. The site, which is located in the province of Parma, covers just 3.5 hectares and features 5 reported community interest habits, one of which holds priority status.

La Val Ceno: dal Monte Penna al Monte Barigazzo

È scaricabile la prima carta escursionistica ad alta risoluzione in scala 1:25.000 dell’alta val Taro e dell’alta val Ceno, edita da REGIONE EMILIA-ROMAGNA e PROVINCIA DI PARMA. Questa carta è stata la capostipite di tutta una serie di carte realizzate successivamente da altri comuni della zona e contiene una serie di itinerari verificati per trekking, cavallo e mountain-bike del MONTE BARIGAZZO, del MONTE PENNA e del MONTE LAMA, compreso un itinerario per mountain-bike di collegamento tra i percorsi, con sentieri CAI (Club Alpino Italiano) e FIE (Federazione Italiana Escursionismo).

Sono indicate anche le ciclopiste e le ippovie con riferimento alla nuova segnaletica.
Comprende altimetrie, lunghezze, tempi medi e indicazione sulle difficoltà.
Realizzata in collaborazione con i Comuni di BARDI, BEDONIA, BORGOTARO, TORNOLO, VALMOZZOLA, VARSI e con il servizio 118 SOCCORSO IN MONTAGNA, il CENTRO IPPICO PARMA TREC, la S.I.M.B (Scuola Italiana Mountain Bike).
Ideazione e realizzazione: Servizio Turismo e Aree Protette della Provincia di Parma

Collaborazione: Nicola Bonazzi, Arturo Cantoni, Stefano Segadelli

Redazione cartografica e stampa: ELIOFOTOTECNICABARBIERI Parma

Base cartografica derivata dalla Carta Topografica 1:25.000 della Regione Emilia-Romagna (autorizzazione concessa).

La carta tematica è stata elaborata in ambiente ArcGIS.

Riferimento alle coordinate del reticolo chilometriconel sistema UTMRER
Riferimento alle coordinate geografiche del sistema UTMWGS84

Foto a cura di: Arturo Cantoni, Michele Mendi, Enrico Pisi, Ivan Rossetti, Stefano Segadelli
In copertina: La Cresta difficile del Monte Barigazzo (Foto di S. Segadelli)

Carta escursionistica “Val Ceno: dal M. Penna al M. Barigazzo”

Trekking e Mountain Bike nella Val Ceno

La guida, pubblicata in italiano ed inglese, propone 37 itinerari alla scoperta delle bellezze culturali e naturali della Val Ceno con particolare attenzione ai calanchi ed alle “ofioliti”, rocce quest’ultime di origine magmatica che caratterizzano il paesaggio della Val Ceno.

La guida consiste di 144 pagine e risulta così articolata: le prime pagine descrivono le principali caratteristiche della Val Ceno da un punto di vista floristico, vegetazionale, architettonico e geologico. In particolare si propone un anello di 131km che congiunge tutti i Comuni coinvolti nell’iniziativa, da cui si dipanano 36 sentieri secondari, quattro per Comune, che si sviluppano dai punti strategici della vallata e che conducono alle diverse località di interesse naturalistico o ad elementi architettonici di rilievo. Le escursioni consigliate nella guida, ancorate ad una base topografica, sono di diverso livello di difficoltà, hanno un segnavia con relativo codice identificativo, tempi di percorrenza che vanno dall’ora alla mezza giornata, e tengono conto della ricettività locale. Si tratta di una proposta nata da nove Comuni della Val Ceno con il sostegno della Comunità Montana Ovest della Provincia di Parma e della Regione Emilia-Romagna.

La guida è esaurita. E’ disponibile una versione digitale (formato pdf) in alta risoluzione che può essere scarico gratuitamente nel link sottostante.

Hanno collaborato:

  • Michele Adorni e Andrea Saccani per la stesura dei testi e dei percorsi relativi alla Riserva del Monte Prinzera;
  • Sara Chiappini per i testi in italiano;
  • Andrea Conti – Ufficio Tecnico del Comune di Valmozzola;
  • Licia Ferrari e Laura Bigon per la per la versione inglese;
  • Michele Mendi fotografo naturalista;
  • Le sezioni alpine dei comuni di Bardi, Bore, Fornovo di Taro, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Valmozzola, Varano dé Melegari, Varsi e le Proloco di Varsi e Varano Marchesi;
  • Matteo Zanelli per la verifica del per la verifica del percorso “Anello della Val Ceno”;
  • Luca Bazzani e Paolo Bernardi per e per l’arrampicata all’Ansa dei Graniti;

La guida è stata realizzata coi contributi finanziari di:

  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia di Parma
  • Comunità Montana delle valli del Taro e del Ceno
  • Le Amministrazioni comunali di Bardi, Bore, Fornovo di Taro, Medesano, Pellegrino Parmense,
    Solignano, Valmozzola, Varano dé Melegari, Varsi

Infine gli autori ringraziano:

  • Luigi Aramini Assessore Forestazione e Prodotti Sottobosco della Comunità Montana delle valli del Taro e del Ceno
  • Rita Arcozzi Servizio Sistemi informativi geografici
  • Stefania Baratta Assessore al Turismo, Pellegrino Parmense
  • Alessandro Cardinali Assessore al Turismo della Comunità Montana delle valli del Taro e del Ceno
  • Giancarla Colla Assessore al Turismo, Solignano
  • Lino Coser Assessore al Turismo, Fornovo di Taro
  • Giuseppe Delfi Assessore al Turismo, Medesano
  • Osvaldo Ghidoni Assessore alla Cultura, Varsi
  • Federico Madini Assessore all’Ambiente, Pellegrino Parmense
  • Marco Marenghi Vice sindaco di Bore
  • Gabriella Meo Assessore al Turismo della Provincia di Parma
  • Stefano Mordazzi Club Alpino Italiano Sezione di Parma
  • Fausto Ralli Sindaco del Comune di Bore
  • Armando Risoli Club Alpino Italiano Sezione di Parma
  • Vittorio Rivia Ufficio Tecnico del Comune di Bore
  • Luca Sozzi Assessore al Turismo, Valmozzola
  • Pierantonio Tanzi Assessore al Turismo, Varano dé Melegari
  • Massimiliano Trauzzi Assessore all’Ambiente, Valmozzola

Le fonti delle fotografie sono citate direttamente nelle didascalie. Ove non specificato le foto sono di Stefano Segadelli. E’ doveroso ricordare, per il materiale gentilmente concesso, Michele Mendi, fotografo naturalista.

Trekking e Mountain Bike nella Val Ceno

La geologia nel paesaggio: le rupi ofiolitiche in Val Taro e Val Ceno

Le rocce ofiolitiche sono uno dei tanti tesori ambientali dell’Appennino parmense. Relativamente rari nel panorama regionale, i corpi ofiolitici, ricchi di fascino per la loro aspra bellezza, variano da blocchi di piccole dimensioni a lembi rocciosi di estensione chilometrica con spessori anche di centinaia di metri. In Emilia-Romagna le ofioliti sono particolarmente concentrate in prossimità del confine con la Liguria Orientale e nelle alte valli dei fiumi Taro e Trebbia e dei torrenti Ceno, Nure e Aveto.

Obiettivo di questo contributo è di presentare in modo divulgativo la conoscenza del territorio trattato.

Le rupi ofiolitiche in Val Taro e Val Ceno

Poster Le ofioliti della Val Ceno: orti botanici naturali

Con il termine flora si intende l’insieme delle specie vegetali presenti in quel momento in un dato territorio.

Grazie alla straordinaria molteplicità di ambienti, substrati e microclimi che lo caratterizzano, la Regione Emilia-Romagna presenta una enorme ricchezza floristica. A partire da primavera fino ad ottobre numerosi sono i luoghi nei monti che mostrano in tutta la loro sfolgorante bellezza numerose specie floristiche tipiche non solo degli Appennini, ma anche specie alpine e perfino alcuni fiori propri delle regioni mediterranee.

Di notevole importanza sono le specie dei substrati ofiolitici, le cosiddette serpentinofite. Questi terreni si presentano perlopiù nudi, potendo ospitare solo piante che hanno sviluppato specifici sistemi difensivi contro un substrato così “velenoso”. È necessario fare una distinzione tra le serpentinofite obbligate e i relitti serpertinicoli: le prime sono piante con particolari adattamenti fisiologici, che necessitano di questi substrati per poter crescere (per esempio la Dafne odorosa e l’Asplenio del serpentino), mentre la seconda categoria racchiude piante un tempo ad ampia diffusione ed oggi in regresso a causa di mutamenti climatici e della conseguente avanzata di specie oggi più “prepotenti”: i substrati serpentinitici, così selettivi, hanno rappresentato quindi un rifugio per queste specie meno competitivi.

Numerose sono infine le specie rare o vistose, rigorosamente protette dalla Legge Regionale del 24 gennaio 1977, n°2 della Regione Emilia Romagna, che abbelliscono con la loro fioritura i prati e i pascoli di montagna: i gigli selvatici, le orchidee, il Botton d’oro, le aquilegie, le genziane.

Le ofioliti della Val Ceno

Poster Val Ceno – La flora spontanea

Fra le principali caratteristiche del paesaggio della Val Ceno troviamo le ofioliti, rocce di origine magmatica, variamente distribuite sia in blocchi di piccole dimensioni (Rocca del Castello di Bardi e Rocca di Varsi) che in complessi più estesi quasi M. Maggiorasca, M. Nero, M. Penna, M. Ragola e M. Tomarlo.

Raro nel panorama della Regione Emilia-Romagna l’ambiente ofiolitico, ricco di fascino per la sua aspra bellezza, gioca un importante ruolo per il patrimonio floristico.

La particolare composizione chimica del substrato roccioso, carente di sostanze nutritive, ne determina un ambiente esptremo fortemente selettivo per la flora che si è adattata apportando alcune modifiche morfologiche e fisiologiche. Per questo motivo le ofioliti rappresentano vere e proprie isole di diversità floristica ospitando quindi numerose specie rare.

Val Ceno – La flora spontanea